Nei giorni scorsi ha suscitato clamore il dibattito tra Umberto Veronesi e Carlo Rubbia sulle soluzioni da adottare per ridurre le emissioni di CO2 nell’ambiente. Veronesi sostiene che “solo il nucleare ci salverà”, mentre Rubbia vede la soluzione del problema nella ricerca e sviluppo di fonti di energia alternative. Entrambi concordano sul fatto che l’Italia si trovi in una situazione critica, in quanto non è stata ancora varata una politica energetica per la riduzione delle emissioni inquinanti e per la produzione di energia da fonti rinnovabili.
Nel frattempo è possibile fare qualcosa
per ridurre le emissioni inquinanti?
Da alcuni anni sono disponibili tecnologie in grado di far incontrare le persone ovunque si trovino, eliminando radicalmente gli spostamenti necessari per farle incontrare fisicamente.
La videocomunicazione in rete è una di queste tecnologie. Partecipare ad un meeting in videoconferenza significa eliminare l’uso dei mezzi di trasporto altrimenti necessari (auto, treno, aereo, ecc.) e contribuire in modo significativo alla riduzione delle emissioni di gas di scarico nell’atmosfera.
Entro il 2008, i costruttori di auto dovranno ridurre a 140g/km le emissioni di CO2 delle autovetture di nuova immatricolazione (entro il 2012 questo livello dovrà scendere a 120g/km). (fonte: Ministero delle Attività Produttive). Nel frattempo, il livello medio di emissioni è di circa 160g/km.
Per comprendere meglio come l’utilizzo della videoconferenza possa contribuire a migliorare l’ambiente, abbiamo ipotizzato questo duplice scenario: un convegno organizzato a Roma, della durata di circa 3 ore, a cui partecipano 25 persone provenienti da tutta Italia, con mezzo proprio (scenario peraltro molto frequente anche in relazione alla scarsa copertura di mezzi pubblici sul territorio nazionale).
Calcolando una percorrenza media di 800km a/r a partecipante, il risultato in termini di emissioni di C02 nell’atmosfera legato esclusivamente agli spostamenti in auto dei 25 partecipanti è pari a circa 3.200 kg di C02.
Lo stesso convegno, organizzato in videoconferenza, comporterebbe l’utilizzo di 25 PC, con un consumo medio di 0,2 kwh a postazione. L’ENEL stima una produzione di C02 per ogni kwh pari a 0,72 kg. Il risultato in termini di emissioni in atmosfera prodotte da una videoconferenza online di 3 ore con 25 partecipanti è pari a circa 10,8 kg di C02.
Come salvaguardare l’ambiente risparmiando denaro…
| Convegno fisico | Videoconferenza | |
| Partecipanti |
25 |
25 |
| Durata meeting |
3 ore |
3 ore |
| Percorso medio |
800Km |
- |
| Consumo medio PC |
- |
0,2 kwh |
| Tempi di spostamento |
10 ore |
- |
| Emissioni C02 |
3200Kg |
10,8 Kg |