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Spaghetti contro biocarburanti

Spaghetti contro biocarburanti

Nell’ultimo anno abbiamo assistito al boom della coltivazione del mais destinato alla produzione di carburante ecologico. Le quotazioni di mercato sono andate rapidamente alle stelle esercitando una fortissima attrazione sugli agricoltori, che stanno rapidamente convertendo le colture a favore del granoturco.

A pagarne le spese saranno le coltivazioni di grano duro, utilizzato per fare i nostri amati spaghetti. Le previsioni degli analisti indicano un probabile aumento del 20% del prezzo della pasta.

Se per i paesi occidentali l’aumento previsto non avrà effetti rilevanti – un pacco di pasta continuerà a costare sempre meno di una tazzina di caffè – questa tendenza rischia di avere pesanti ripercussioni sul mercato alimentare di tutto il pianeta: per un pieno di etanolo servono almeno 200 chili di mais, che corrispondono al fabbisogno di calorie di un anno di un essere umano.

Forse, oltre a pensare a trovare alternative al petrolio, dovremmo anche rimettere radicalmente in discussione alcune nostre abitudini, come quella di spostarsi in auto continuamente. Magari ci si potrebbe incontrare utilizzando tecnologie alternative, come la videoconferenza. Meno spostamenti, meno traffico, meno emissioni di C02 in atmosfera.

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