La conferenza Onu di Bali ha raggiunto nei giorni scorsi un accordo per negoziare entro la fine del 2009 un piano di contrasto al riscaldamento planetario. L’intesa ha seguito il via libera degli Stati Uniti, in linea di principio contrari alla definizione di vincoli obbligatori sulle emissioni di gas serra.
Per due settimane a Bali era stato impossibile raggiungere un accordo. A pesare era stata soprattutto una contrapposizione tra i Paesi dell’Ue e gli Stati Uniti. I Ventisette hanno spinto per l’introduzione di limiti vincolanti alle emissioni di gas serra, ritenuti i principali responsabili dei cambiamenti climatici. Gli Usa sono stati il punto di riferimento di un gruppo di Paesi contrari a quote di Co2 obbligatorie.
Il ministro dell’ambiente indonesiano Rachmat Witoelar, ha sancito ufficialmente l’accordo provocando un applauso liberatorio da parte dei delegati presenti, dopo che il segretario generale dell’Onu Ban Ki-Moon aveva lanciato un appello accorato a superare le differenze. Gli Stati Uniti hanno acconsentito alla road map all’ultimo minuto dopo essersi opposti al testo, esigendo che anche i paesi in via di sviluppo assumessero maggiori impegni per la riduzione delle emissioni.
http://www.videocomunicareinrete.it/wp-content/uploads/2009/02/ambiente21.jpg
Il testo dell’accordo, proprio tenendo in conto le obiezioni degli Stati Uniti, non fa riferimento a cifre per quanto riguarda le emissioni inquinanti e la necessità di ridurle Intervenuto all’ultima sessione plenaria per far pesare la sua influenza, Ban Ki-moon aveva detto solennemente: “Francamente, sono deluso per la mancanza di qualsiasi progresso”. “E’ arrivato il momento di decidere”, aveva ammonito facendo riferimento alle grandi aspettative che c’erano da parte di tutto il mondo per l’esito del summit. Al termine di due settimane di colloqui è arrivata l’approvazione di una “roadmap” per adottare un nuovo trattato, che succederà a quello di Kyoto, in un incontro che avverrà nel 2009 a Copenhagen.
Kyoto vincolava tutti i paesi industriali, con l’eccezione degli Stati Uniti, al taglio delle emissioni di gas serra tra il 2008 e il 2012, mentre i paesi in via di sviluppo non erano coinvolti. Il patto che uscirà dai nuovi negoziati dovrebbe essere invece vincolante per tutti i paesi a partire dal 2013.
Ecco i punti chiave della road map salva-clima approvata a Bali che nel 2009, a Copenaghen, porterà a Kyoto2:
Non ci sono dubbi sul fatto che la videoconferenza possa contribuire in modo molto concreto e significativo a ridurre le emissioni di C02 in atmosfera. Speriamo che chi ci governa, in Italia e nel mondo, se ne accorga e favorisca la diffusione di questa tecnologia di comunicazione accessibili a tutti e perfettamente coerente con uno sviluppo sostenibile.