John Chambers, capo di Cisco, uno che non ha mai sbagliato una previsione e che è stato in questi anni fra i maggiori artefici del successo di Internet, sostiene che nei prossimi cinque anni ci sarà il passaggio ai 100 mega di banda, cioè a quella che in America chiamano la Superfast broadband. Si tratta probabilmente della più grande rivoluzione della Rete. Molti hanno cominciato con le linee telefoniche (quando si navigava a 56 k, lentissimi). Poi, con l’Adsl, Fastweb e le chiavette Usb si è saliti a 23 mega di velocità. In qualche caso anche a 10 mega (Fastweb).
Ma ancora oggi, soprattutto qui in Italia, non c’è nessuno che vada oltre i 10 mega e la maggior parte sta largamente sotto i 5 mega. Ma lo standard della Rete, dice Chambers, nei prossimi cinque anni passerà a 100 mega. Questo è il nuovo obiettivo. Il che significa che si andrà da dieci a venti volte più veloci.
Ma, ovviamente, questa grande rivoluzione non viene fatta solo per andare un po’ più svelti in Rete. Per le cose normali (mandare e ricevere delle mail, più qualche documento) quello che c’è oggi potrebbe bastare. In fondo nel giro di pochi secondi una mail fa il giro del pianeta e arriva a destinazione.
La Rete, però, sta cambiando, e molto in fretta. Basta affacciarsi per pochi minuti su Facebook o su qualunque altro social network per vedere il cambiamento. Anche le signore che fino a sei mesi fa, fra messa in piega e spruzzata di biondo ai capelli, stavano dal parrucchiere a chiacchierare con le amiche adesso scaricano (e caricano) video, foto, brani musicali, interi Cd.
La Rete, cioè, è e diventa sempre di più multimediale. E il fenomeno non si arresterà. Anzi. Sotto questo profilo sta cominciando a diventare lenta e dietro l’orizzonte ci sono altre novità. E infatti, anche in Italia, un po’ tutti gli operatori (sia di rete fissa che mobile) stanno pensando di salire almeno a 20 mega (anche se poi non si tratta di velocità garantite, le potrete fare solo di notte, quando siete soli in Rete, altrimenti vi tocca spartire la vostra banda con gli altri utenti).
Inoltre, ci si sta rendendo conto che la Rete può servire a molte altre cose: telemedicina, contatti con la pubblica amministrazione, previsione meteo, commercio on line, istruzione, videoconferenze, tele lavoro, ecc.
Il passaggio dalle velocità attuali ai 100 mega non è però indolore. Fino a oggi per l’Adsl sono state usate (con miracoli di ingegneria informatica) le vecchie linee telefoniche che stanno sottoterra da una vita. Insomma, i buoni cavi di rame. Ma ormai tutto questo appartiene al passato.
Il nuovo standard dei 100 mega prefigurato da Chambers richiede per forza l’uso di cavi in fibra ottica sui quali può passare una banda teoricamente infinita. Questo comporta che il paese venga “cablato”: bisogna andare lungo le strade e le città, cioè, e mettere giù i cavi in fibra ottica. Non esiste altra soluzione. In un certo senso, se il capo di Cisco ha ragione, la vecchia rete telefonica in rame può essere considerata assai vicina al suo definitivo tramonto, e resterà abbandonata sottoterra, come relitto di un’epoca industriale ormai finita. Un po’ come certe stazioni ferroviarie del West.
Oggi nel mondo non c’è molta gente collegata in Rete a 100 mega: i soliti giapponesi, i coreani e un po’ di americani. Il governo australiano, ad esempio, ha appena deciso di procedere spedito e ha varato un piano da 30 miliardi di dollari, ha scartato le compagnie private e farà tutto lo Stato. E il governo ha spiegato che in otto anni il grande progetto andrà in porto, con consistenti vantaggi per l’economia del paese. Il perché non è difficile da immaginare. Con una rete a 100 mega tutti i collegamenti diventano molto più semplici e si diventa molto più efficienti. Molte riunioni si possono fare in videoconferenza (cosa su cui insiste molto proprio Cisco), l’assistenza agli anziani può diventare molto “informatica”. E così tantissime altre cose.
Ma anche i media ne escono rivoluzionati.
Una banda di 100 mega, infatti, porta (oltre a Internet e alla telefonia) due canali Tv in alta definizione. E quindi una rete a 100 mega è già di fatto un’immensa cableTv, ma sulla quale può passare di tutto: telefonate, Internet, posta elettronica, giochi, ecc.
Fare oggi una rete a 100 mega, in sostanza, è come decidere di fare le strade in un paese che non le ha. Si tratta del primo passo verso la nuova modernità. Primo passo che apre, poi, nuovi orizzonti. Anche impensabili. Con 100 mega, dicono i tecnici, si può già avere in casa (o in ufficio) la tv tridimensionale, che “esce” cioè dallo schermo (esiste già un modello che non richiede occhiali speciali per vedere le tre dimensioni). Uno può chiedersi a che cosa serve. Ma un altro può rispondere semplicemente: “Perché no?”.
La “linea dei 100 mega”, cioè, nel giro di qualche anno (cinque) sarà una sorta di linea di confine fra paesi davvero moderni e paesi che fanno solo finta di esserlo.
I tecnici dicono che con 100 mega di banda si può realizzare anche la tv a ologrammi. In pratica il televisore scompare e al suo posto c’è soltanto una specie di dischetto tipo hockey su ghiaccio: quando si accende, l’aria si anima e c’è la tv a tre dimensioni. Un “televisore” del genere esiste già solo che al momento costa uno sproposito e poi non esiste la banda necessaria e non esistono nemmeno le trasmissioni. Ma tutta la tecnologia necessaria è già disponibile. Quello che manca è la Superfast broadband, cioè i 100 mega.
Poi, naturalmente, avendo tutta questa banda a disposizione, possono venire in mente moltissime altre cose (le videotelefonata potrebbe diventare finalmente usuale, e così via).
Gli informatici sostengono che si può andare anche oltre. Con la tv a ologrammi, ad esempio, la partita di calcio della vostra squadra preferita viene, di fatto, giocata nel salotto di casa vostra, come se i giocatori fossero lì (in dimensione ridotta, ovviamente). Ma si può fare di meglio. Si può ottenere che voi entriate, virtualmente, si intende, sul campo di calcio (o nella sala delle conferenze stampa di Obama): solo che per fare questo ci vuole una banda di almeno un giga e un software molto raffinato. Ma si può fare.
La Rete, in sostanza, è cresciuta molto, ma in pratica è ancora una ragazza che deve fare moltissima strada. La prima tappa è appunto quella di arrivare a un uso universale dei 100 mega. Poi si andrà avanti.
E in Italia come stanno le cose? Non benissimo. Un piano da 100 mega non esiste, e forse non esisterà per moltissimi anni.
Si sta ancora cercando di avere una buona diffusione dell’Adsl (con una banda che sta sotto i 5 mega). D’altra parte, come si sa, mancano i soldi per fare progetti davvero innovativi e rivoluzionari.
E pensare che in Italia un buon piano per avere la banda Internet da 100 mega non costerebbe poi una cifra proibitiva. Si parla di 1012 miliardi di euro in tutto. E questi sono tanti soldi (soprattutto di questi tempi). Ma prima o poi bisognerà arrivarci.
(articolo di Giuseppe Turani – Affari e Finanza di lunedì 27 aprile 2009)