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I campioni dell’export puntano sul Web la produttività aumenta grazie a Internet

I campioni dell’export puntano sul Web la produttività aumenta grazie a Internet

Pubblichiamo con interesse questo articolo di Giorgio Lonardi, apparso lunedì 8 giugno su "Affari & Finanza", il settimanale economico di Repubblica. Intervistando il presidente di Assinform, Ennio Lucarelli, Lonardi sottolinea la continua tendenza ad investire in tecnologia web da parte delle aziende leader nell'export in Italia, nonostante – e soprattutto – in tempi di crisi. it2 «Un terzo delle imprese esportatrici, come ci dice l’Istat, sta continuando ad investire. A mio parere è proprio in questo gruppo, composto in gran parte da medie aziende, che emergeranno i campioni di domani». Se lo dice Ennio Lucarelli, presidente di Assinform, l’associazione che raggruppa le imprese dell’Information Technology bisogna crederci. Anche perché se l’innovazione è il motore della crescita in tempo di crisi, l’IT è quasi sempre uno dei componenti essenziali di quello stesso motore. I «campioni di domani», dunque, come spiega Lucarelli, sono concentrati in un’area compresa fra i 100 e i 250 dipendenti per estendersi poi fra le società mediograndi fino ai 500 addetti o anche più. A fare da battistrada sono le aziende manifatturiere che puntano sull’It più delle imprese che operano nei servizi. Quanto agli investimenti tecnologici preferiti sono di due tipi. Il primo, più tradizionale, riguarda una serie di applicazioni Internet già consolidate ma meno presenti in Italia di quanto non siano nel resto d’Europa. E’ il caso, ad esempio, dei sistemi di customercare o dello sbarco nel mondo del commercio elettronico. Un altro gruppo di investimenti, spiega Lucarelli, è concentrato sui servizi Internet di nuova generazione. Emblematica la scelta, effettuata dalle medie aziende più innovative, di controllare l’intera filiera produttiva dai fornitori fino alla soddisfazione del cliente finale. In alcuni casi inoltre si ricorre anche a sofisticati sistemi di «cloud computing» capaci di aumentare la potenza di calcolo disponibile per alcune applicazioni sofisticate. La crisi, dunque, aguzza l’ingegno. E spinge le medie imprese a varare progetti innovativi più complessi. Lo confermano all’Ufficio Studi di Intesa San Paolo sottolineando come la Banca abbia erogato attraverso la linea Nova + 300 milioni di euro destinati all’innovazione. In realtà spiegano sempre gli economisti di Intesa San Paolo già prima della crisi l’industria italiana aveva messo a segno un forte recupero di competitività. Lo conferma l’incremento dei profitti. E lo certificano le osservazioni del Governatore Draghi relative all’aumento della produttività del lavoro dal 2006 in poi. In effetti fra le osservazioni dei vertici di Assinform e quelle dell’Ufficio Studi di Intesa San Paolo ci sono parecchi punti di convergenza. A cominciare dalla leadership della media impresa nel processo d’innovazione. E senza dimenticare il convincimento che in questo periodo di crisi se la può cavare bene solo chi fa innovazione. Mentre chi rimane al palo senza investire rischia di rimanere spiazzato. Un punto di vista originale sullo sviluppo dell’innovazione fra le piccole e medie imprese è quello di Microsoft. Il colosso del software, infatti, ha lanciato Destinazione Impres@ con lo scopo di sensibilizzare le Pmi sull’importanza della tecnologia nella crescita del business. «Oggi le piccole e medie imprese italiane costituiscono il vero motore del nostro Paese», ricorda Luca Marinelli, Direttore Piccola Media Impresa e Partner di Microsoft Italia, «producendo il 70% del PIL e impiegando più dell’80% degli occupati. Noi di Microsoft pensiamo che l’innovazione informatica abbia offerto un contributo importante alle aziende accelerando l’automazione e stimolando lo sviluppo di prodotti e servizi migliori a costi minori». Quanto alle aree d’investimento preferite dalle stesse Pmi per superare la crisi Marinelli cita intanto quella dell’«efficienza dei processi produttivi», tipica del settore manifatturiero. Un altro obiettivo è quello del taglio dei costi. In questo caso si utilizza l’informatica per fare le stesse cose di prima utilizzando meno persone. Mentre nel primo il goal è quello di accorciare i tempi oppure di risparmiare energia o materiali. Sempre Marinelli osserva che da una parte sta crescendo lo sviluppo delle applicazioni Internet. Mentre dall’altra anche le piccole imprese manifatturiere ricorrono sempre di più a sistemi gestionali di tipo Erp che consentono di tenere sotto controllo l’intera filiera produttiva. Quanto ai settori che puntano si più sulle nuove tecnologie Marinelli oltre ai servizi e al manifatturiero di tipo tradizionale nota un interesse crescente da parte del made in Italy: moda, tessile, arredamento, accessori.

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2 Commenti a “I campioni dell’export puntano sul Web la produttività aumenta grazie a Internet”

  1. Anthony Martin scrive:

    Glad to know that italian companies believe and continue to invest in Innovation Technology, despite global crisis.

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